Pubblicità

 

 

 

 

Agroalimentare

26/02/2014

IV° articolo

4. La prelazione agraria

In presenza del diritto di prelazione, qualora il bene da trasferire non venga offerto al titolare del diritto e venga ceduto a soggetti terzi, il prelazionario leso sarà titolare di un diritto di natura economica o reale e che varia a seconda che la prelazione sia di fonte legale, ovvero, convenzionale.


Se la prelazione è convenzionale, ovvero la clausola di prelazione è stata elaborata dalla mera volontà delle parti, il prelazionario leso potrà agire per tutelare i propri diritti solo chiedendo il risarcimento dei danni: avrà cioè diritto ad ottenere la somma che il giudice riterrà equa al fine di soddisfare economicamente il suo diritto leso. Al contrario, se il diritto di prelazione ha fonte legale, il prelazionario leso potrà avvalersi del rimedio lui consegnato dall’ordinamento, consistente nel diritto di riscatto. Si tratta di un diritto potestativo che riconosciuto in determinate circostanze e volto ad elevare la posizione del prelazionario leso, il quale potrà riottenere il bene trasferito a terzi in spregio del suo diritto di prelazione, prevalendo così rispetto al terzo avente causa a titolo oneroso.


La prelazione agraria rientra tra le prelazioni di fonte legale e, conseguentemente, opererà anche la fase del riscatto.

In breve, nell’eventualità in cui il proprietario del fondo agricolo abbia trasferito quest’ultimo ad un terzo, senza preventivamente offrirlo in prelazione all’affittuario insediato sul fondo o al coltivatore diretto confinante, questi ultimi potranno riscattare il bene, ovvero, potranno spossessare il terzo acquirente della proprietà del bene, facendolo così entrate nel proprio patrimonio.

Si attua cioè una sorta di surrogazione nel rapporto dal lato attivo per cui viene estromesso il terzo compratore e nuova parte acquirente del fondo diventerà il prelazionario leso.


Come visto, le prelazioni che riconoscono anche la fase del riscatto (o retratto) si snodano secondo procedimenti complessi, in quanto, sono caratterizzate dall’eventuale step del riscatto, ulteriore rispetto al procedimento tipico di tutte le prelazioni, caratterizzate dalle sole fasi prodromiche della denuntiatio e dell’atto traslativo.

Il recupero reale del bene trasferito senza rispettare la prelazione, operante come visto anche per la prelazione agraria, potrà poi essere effettuato da parte del prelazionario leso, sia nei confronti del terzo acquirente, sia nei confronti dei terzi aventi causa. Come anticipato, infatti, il riscatto ha natura reale e l’effetto che si otterrà all’esito del procedimento sarà quello del ritrasferimento del bene in capo al prelazionario leso.

 

 

 

aprile 2025


EDITORIALE

di: Alberto Bortolotti

Qualche tempo fa è finalmente arrivata la risposta alla domanda "a cosa servono i giornalisti a cosa serve il loro Ordine?". L'hanno data in diretta due voci radiofoniche. Sabato 27 maggio sui 97.3 e 97.6 di Radio International il giornalista Leo Vicari (dipendente dell'azienda) si è... (...segue +)

Focus

Sport e auto

Mo-Tori che scalpitano tra le nebbie di pianura

Nell'anno del proprio cinquantenario Automobili Lamborghini presenta al...

...leggi »

Medicina

A Palermo un centro trapianti di livello internazionale

Orgoglio della Sicilia l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti...

...leggi »

Economia

Continua il calo delle imprese giovanili

Sono 28806 pari al 71 per cento delle imprese regionali...

...leggi »

Lavoro

Il cambiamento aziendale come strumento di accreditamento

Grandi cambiamenti in atto Il mondo non è più...

...leggi »

Turismo

Carinzia: la regione dei laghi

Le immense guglie del Jof ancora ammantate di neve svettano e...

...leggi »

SPONSOR

PARTNER

LINK